Perché esiste
Una detrazione presuppone che l'amministrazione possa verificare tre elementi: chi ha pagato, a chi, e per quale intervento agevolato. Il bonifico dedicato è lo strumento che rende verificabili i tre elementi.
Un bonifico ordinario non contiene queste informazioni in forma strutturata. Il bonifico dedicato le contiene, e per questo è lo strumento richiesto per le detrazioni edilizie.
Ne discende una regola che vale la pena enunciare subito: la conformità del pagamento non è una questione di forma ma la condizione stessa della detrazione. Un pagamento corretto nella sostanza ma effettuato con strumenti non conformi mette a rischio il beneficio.
I dati obbligatori
Il bonifico deve contenere tre categorie di informazioni. L'omissione di una sola categoria compromette la verifica.
| Dato | Contenuto |
|---|---|
| Causale | Riferimento alla disposizione normativa che fonda la detrazione invocata |
| Ordinante | Codice fiscale del soggetto che intende fruire della detrazione |
| Beneficiario | Codice fiscale o partita IVA del destinatario del pagamento |
Due precisazioni sulla seconda riga, che è quella che produce il maggior numero di errori. Riguardano il codice fiscale da indicare e il caso di più beneficiari.
Il codice fiscale da indicare è quello di chi detrarrà, non necessariamente quello dell'intestatario del conto da cui il bonifico parte. Se un familiare convivente intende detrarre, è il suo codice fiscale a dover comparire.
In caso di più beneficiari che detraggono in proporzione alla spesa sostenuta, i rispettivi codici fiscali vanno indicati tutti. L'omissione di uno di essi ne compromette la posizione.
Sulla causale, il riferimento normativo va indicato secondo la detrazione invocata. Gli istituti di credito predispongono di norma moduli dedicati che guidano la compilazione, ma la responsabilità del contenuto resta di chi dispone il pagamento.
La ritenuta d'acconto
Un aspetto tecnico va conosciuto perché ha effetti sul rapporto con l'impresa. Riguarda la ritenuta operata dall'istituto di credito.
Sui bonifici dedicati alle detrazioni edilizie l'istituto di credito opera una ritenuta d'acconto sull'importo accreditato, che versa all'erario per conto del destinatario del pagamento. L'aliquota della ritenuta va verificata sul testo vigente.
L'impresa che riceve il pagamento incassa quindi un importo inferiore al nominale, e recupera la differenza in sede di dichiarazione come acconto sulle proprie imposte. Conviene chiarirlo all'impresa prima del primo pagamento.
Due conseguenze pratiche.
La prima riguarda la comunicazione con l'impresa: un fornitore che non conosca il meccanismo può contestare un accredito inferiore alla fattura. È un punto da chiarire in fase contrattuale.
La seconda riguarda l'uso improprio dello strumento. Utilizzare il bonifico dedicato per pagamenti che non danno diritto alla detrazione produce una ritenuta non dovuta e un adempimento inutile a carico del fornitore.
Gli errori più frequenti
Quattro errori concentrano la quasi totalità dei casi problematici. Tre riguardano i dati, uno lo strumento utilizzato.
L'indicazione del codice fiscale sbagliato, tipicamente quello dell'intestatario del conto anziché quello di chi detrae. La verifica va fatta sul primo bonifico e non sull'ultimo.
L'omissione della causale o l'indicazione di un riferimento normativo non pertinente alla detrazione invocata. La causale va predisposta prima di ordinare il pagamento.
L'utilizzo di uno strumento non conforme, quali contanti, assegni o bonifici ordinari. Nessuna forma di prova alternativa sana l'uso di uno strumento non ammesso.
Il disallineamento tra intestazione della fattura e ordinante del bonifico, che rompe la catena documentale su cui la detrazione si fonda. È l'errore meno rimediabile dei quattro.
Le possibilità di rimedio
Questa è la sezione che conta, perché la percezione diffusa è che un errore sul bonifico sia irrimediabile. Non sempre lo è.
Su un bonifico effettuato con strumento conforme ma con dati incompleti o errati, la prassi dell'amministrazione finanziaria ha riconosciuto la possibilità di sanare la situazione attraverso una dichiarazione sostitutiva rilasciata dal destinatario del pagamento, con la quale attesta di avere ricevuto le somme e di averle incluse nella propria contabilità ai fini della determinazione del reddito. La dichiarazione va acquisita e conservata nel fascicolo.
Il rimedio non è generalizzato e la sua applicabilità dipende dalla natura dell'errore. Conviene verificarla con il consulente fiscale del committente.
Su un pagamento effettuato con strumento non conforme, la strada del rimedio è diversa e più onerosa: consiste nella ripetizione del pagamento con lo strumento corretto, ove ancora possibile nell'esercizio di riferimento. La ripetizione comporta la restituzione del primo pagamento.
L'indicazione operativa è di tempestività. Un errore individuato durante il cantiere è quasi sempre gestibile; lo stesso errore individuato in sede di controllo, anni dopo, lo è molto meno.
Cosa presidiare
Tre azioni eliminano la quasi totalità del rischio, e costano pochi minuti. Riguardano la definizione del beneficiario, il primo bonifico e l'archivio.
Definire il beneficiario della detrazione prima del primo pagamento, e allineare a quella scelta intestazione della fattura e ordinante del bonifico. La scelta va messa per iscritto.
Verificare il primo bonifico prima che gli altri lo replichino, perché l'errore, una volta impostato, si ripete su tutta la catena dei pagamenti. Un errore corretto sul primo pagamento non si propaga.
Conservare le ricevute di tutti i bonifici insieme alle fatture corrispondenti, in modo che la corrispondenza sia verificabile senza ricostruzioni. L'archivio va costruito progressivamente e non alla fine.
Un'osservazione sul ruolo del tecnico. Il pagamento non appartiene alla sua sfera, ma la segnalazione del meccanismo sì, perché è lui a essere presente all'inizio del cantiere, quando la scelta si compie. Un avvertimento dato in quel momento vale più di qualunque assistenza successiva.
Nota: le informazioni riportate in questa pagina riguardano l'Italia e sono aggiornate alla data di pubblicazione. I dati richiesti, la misura della ritenuta e le possibilità di rimedio sono precisati dalla prassi dell'amministrazione finanziaria: si raccomanda la verifica del testo vigente prima di ogni applicazione operativa.