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La documentazione da conservare

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Cosa troverai in questa pagina Perché il fascicolo si costruisce in corso d'opera, l'elenco per categoria, la questione dei titoli edilizi e della dichiarazione sostitutiva, la documentazione condominiale, i termini di conservazione e la ripartizione degli oneri tra tecnico e committente.

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Il diritto alla detrazione nasce dalla spesa, si conserva con i documenti. E i documenti si costruiscono durante i lavori: nessuna delle voci elencate in questa pagina è ricostruibile a posteriori con la stessa affidabilità con cui si produce nel momento in cui l'evento accade.

Perché il fascicolo si costruisce in corso d'opera

La documentazione serve soltanto in caso di controllo, e il controllo arriva anni dopo. È questa distanza temporale che spinge a rinviarne la costruzione, ed è la stessa distanza che la rende impossibile.

Tre elementi in particolare diventano irrecuperabili con la chiusura del cantiere: i dati degli impianti e degli elementi rimossi, la documentazione fotografica dello stato ante intervento, e la coerenza tra intestazioni e pagamenti, che una volta impostata in un certo modo non si modifica. Nessuno dei tre è ricostruibile a lavori conclusi.

L'elenco per categoria

Categoria Contenuto
Spesa Fatture con indicazione della natura, qualità e quantità dei beni e dei servizi
Pagamento Ricevute dei pagamenti effettuati con le modalità tracciate richieste
Titolo edilizio Abilitazioni edilizie richieste dalla disciplina o dichiarazione sostitutiva sulla data di inizio dei lavori
Legittimità del bene Documentazione che attesta la regolarità urbanistica e catastale dell'immobile
Titolo di possesso Atto di proprietà, contratto di locazione o comodato con data certa, consenso del possessore
Documentazione tecnica Asseverazioni, schede prodotto, ricevute di trasmissione telematica dove richieste
Condominio Certificazione dell'amministratore sulla quota di spesa imputabile a ciascun condomino

I titoli edilizi e la dichiarazione sostitutiva

Un punto genera domande ricorrenti e merita di essere chiarito. Riguarda gli interventi che non richiedono un titolo abilitativo.

Dove l'intervento richiede un titolo abilitativo, quel titolo fa parte della documentazione da conservare, insieme agli elaborati assentiti. Gli elaborati assentiti vanno conservati nella versione depositata.

Dove l'intervento non richiede alcun titolo, il riferimento documentale è una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesta la data di inizio dei lavori e la circostanza che l'intervento rientra tra quelli agevolabili. La dichiarazione va resa all'inizio dei lavori e non a posteriori.

Quest'ultimo documento è spesso trascurato proprio perché riguarda gli interventi più leggeri, ed è invece il solo elemento che colloca l'intervento nel tempo. Su una detrazione la cui aliquota dipende dall'anno di sostenimento della spesa, e su un bonus mobili la cui spettanza dipende dalla data di inizio dei lavori, quella collocazione temporale non è un dettaglio.

La regolarità dell'immobile

La documentazione che attesta la regolarità urbanistica e catastale dell'immobile appartiene al fascicolo, ed è uno degli elementi su cui il controllo si concentra. La verifica precede l'avvio dei lavori.

Il collegamento con la materia dei titoli abilitativi è diretto: un intervento agevolato eseguito su un immobile la cui legittimità non è dimostrabile presenta un profilo di rischio che la detrazione non attenua. La detrazione non sana l'irregolarità edilizia.

Per un tecnico che imposta un incarico su patrimonio esistente, la ricostruzione dello stato legittimo dell'immobile precede quindi la valutazione fiscale, e non la segue. L'ordine dei due passaggi non è indifferente.

La documentazione condominiale

Sugli interventi che riguardano le parti comuni il meccanismo documentale è particolare. Il documento chiave è la certificazione dell'amministratore.

La spesa è sostenuta dal condominio, e la detrazione spetta a ciascun condomino in proporzione ai millesimi o secondo il diverso criterio deliberato. La delibera può modificare il criterio di ripartizione.

Il documento che sorregge la detrazione individuale è la certificazione dell'amministratore, che attesta a ciascun condomino la quota di spesa a lui imputabile e le informazioni necessarie. La certificazione va rilasciata a ciascun condomino.

Il tecnico che assiste il condominio produce gli elementi su cui quella certificazione si fonda: la contabilità dell'intervento, la separazione delle voci per detrazione dove più agevolazioni concorrono, e la documentazione tecnica. La separazione delle voci va impostata già nel computo.

I termini di conservazione

Il fascicolo va conservato per i termini di accertamento fiscale, e non per la durata dell'incarico. La durata dell'incarico è molto più breve di quei termini.

Poiché la detrazione si ripartisce in quote annuali e ciascuna quota esposta in dichiarazione apre un proprio termine, la conservazione si estende ben oltre la conclusione dei lavori. La conservazione va programmata su un orizzonte pluriennale.

Su una detrazione ripartita in dieci quote, l'ultima quota è esposta nove anni dopo la prima, e il termine di accertamento su quella quota decorre da quella dichiarazione. L'orizzonte di conservazione che ne risulta è lungo e va organizzato, non improvvisato.

La ripartizione degli oneri

Il confine tra tecnico e committente va posto nell'incarico e non ricostruito in caso di controversia. La delimitazione conviene metterla per iscritto.

Al committente e al suo consulente fiscale appartengono la conservazione dei documenti di spesa e di pagamento, la verifica dei presupposti soggettivi e l'esposizione della detrazione in dichiarazione. Nessuna di queste attività appartiene al tecnico.

Al tecnico appartengono la documentazione tecnica dell'intervento, le asseverazioni dove dovute, la trasmissione telematica dove ne è incaricato e la produzione degli elementi che sorreggono le proprie attestazioni. Nessuna di queste attività comprende la valutazione della capienza fiscale.

La zona grigia riguarda la documentazione fotografica e i dati degli elementi rimossi. Non appartiene formalmente a nessuno dei due, e per questo è la voce che manca più spesso. Attribuirla espressamente nell'incarico è la misura più semplice per evitarne la perdita.

Gli errori più frequenti

Rinviare la costruzione del fascicolo alla chiusura del cantiere è il primo, e rende irrecuperabili gli elementi legati agli stati intermedi. Il fascicolo va costruito progressivamente e non alla fine.

Omettere la dichiarazione sostitutiva sugli interventi senza titolo è il secondo, e priva l'intervento della sua collocazione temporale. La data di inizio dei lavori diventa allora indimostrabile.

Conservare per la durata dell'incarico anziché per i termini di accertamento è il terzo. La conservazione va programmata su un orizzonte pluriennale.

Non attribuire nell'incarico la responsabilità della documentazione fotografica è il quarto, ed è la causa più frequente della sua assenza. L'attribuzione va scritta nella lettera d'incarico.

Nota: le informazioni riportate in questa pagina riguardano l'Italia e sono aggiornate alla data di pubblicazione. I documenti richiesti variano secondo la detrazione invocata e sono precisati dalla prassi dell'amministrazione finanziaria: si raccomanda la verifica del testo vigente prima di ogni applicazione operativa.

Domande frequenti

Una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che attesti la data di inizio dei lavori e la riconducibilità dell'intervento tra quelli agevolabili.

Per i termini di accertamento fiscale, che su una detrazione decennale si estendono ben oltre la fine dei lavori.

L'amministratore, sulla base della contabilità dell'intervento.

Sì, ed è uno degli elementi su cui il controllo si concentra.

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