Le due forme di corrispettivo
Nell'appalto a misura il corrispettivo è determinato applicando alle quantità effettivamente eseguite i prezzi unitari contrattuali. La quantità è quindi una variabile: se in cantiere si eseguono più metri quadrati di quelli previsti, l'importo cresce.
Nell'appalto a corpo il corrispettivo è fissato in modo forfettario per l'opera compiuta come descritta dal progetto. La quantità non è una variabile: l'esecutore si impegna a consegnare l'opera come progettata al prezzo pattuito, e le differenze quantitative rispetto al computo restano a suo carico o a suo vantaggio.
| Aspetto | A misura | A corpo |
|---|---|---|
| Base del corrispettivo | Quantità eseguite per prezzi unitari | Importo forfettario per opera compiuta |
| Rischio quantitativo | In capo alla stazione appaltante | In capo all'esecutore |
| Funzione del computo in esecuzione | Termine di confronto e base dei prezzi | Base per la ripartizione delle aliquote |
| Contabilizzazione | Per misurazione delle quantità | Per aliquote di lavorazione raggiunte |
| Sensibilità a errori di rilievo | Assorbita dalla contabilizzazione | Genera contenzioso o extraprofitto |
Il valore contrattuale del computo
L'articolo 18 del codice stabilisce che il computo metrico estimativo è parte del contratto se richiamato nel bando di gara o nella lettera di invito, riprendendo l'impostazione della disciplina precedente. L'articolo 31 dell'allegato I.7 prevede però che il computo sia allegato allo schema di contratto in quanto documento del progetto esecutivo.
La lettura combinata delle due disposizioni ha alimentato un dibattito tecnico che non si può considerare chiuso, e la questione ha implicazioni pratiche diverse nei due regimi. Le implicazioni pratiche riguardano la contabilizzazione.
Nell'appalto a misura il tema è in gran parte assorbito dalla meccanica della contabilizzazione: le quantità eseguite si misurano e si valorizzano ai prezzi contrattuali, e il computo di progetto conserva un ruolo di riferimento e di confronto. Le quantità eseguite si misurano e si valorizzano ai prezzi di contratto.
Nell'appalto a corpo il tema è più sensibile, perché il computo è il documento che descrive analiticamente l'opera compiuta il cui prezzo è stato forfettizzato, e da esso si deducono le aliquote che governano i pagamenti in acconto. Il computo descrive analiticamente l'opera il cui prezzo è stato forfetizzato.
Gli effetti sulla contabilizzazione
Nell'appalto a misura la contabilizzazione applica alle quantità eseguite i prezzi unitari netti desunti dall'elenco prezzi, ridotti del ribasso offerto in gara. Il libretto delle misure e il registro di contabilità svolgono la loro funzione piena, e ogni lavorazione viene misurata.
Nell'appalto a corpo la contabilizzazione avviene per aliquote. Gli importi e le aliquote riferiti alle specifiche parti d'opera sono dedotti in sede di progetto esecutivo dal computo metrico estimativo e aggregati in forma tabellare, e ai fini del pagamento in corso d'opera possono essere indicati anche disaggregati nelle componenti principali.
La conseguenza operativa merita di essere sottolineata. In un appalto a corpo la qualità della ripartizione delle aliquote incide sul profilo finanziario dell'intero cantiere: aliquote sbilanciate producono acconti che non seguono l'avanzamento reale, con tensioni di cassa per l'esecutore o esposizione per la stazione appaltante.
Un esempio di ripartizione delle aliquote
La ripartizione si costruisce a partire dagli importi che il computo attribuisce a ciascuna parte d'opera, e il risultato è una tabella che diventa il riferimento dei pagamenti in acconto. La tabella risultante diventa il riferimento per gli stati di avanzamento.
| Parte d'opera | Importo dal computo | Aliquota |
|---|---|---|
| Scavi e opere di fondazione | 148 500 | 16,5 % |
| Strutture in elevazione | 234 000 | 26,0 % |
| Chiusure verticali e coperture | 162 000 | 18,0 % |
| Impianti | 189 000 | 21,0 % |
| Finiture | 130 500 | 14,5 % |
| Opere esterne | 36 000 | 4,0 % |
| Totale | 900 000 | 100,0 % |
Due letture di questa tabella meritano attenzione. La prima riguarda la corrispondenza con l'avanzamento fisico: le aliquote devono riflettere il peso economico effettivo delle parti d'opera, non una progressione lineare nel tempo. La seconda riguarda la disaggregazione: la norma consente di indicare importi e aliquote anche disaggregati nelle componenti principali, e su parti d'opera di lunga durata come le strutture o gli impianti la disaggregazione evita che un acconto rilevante resti agganciato al completamento integrale della parte.
L'errore ricorrente consiste nel dedurre le aliquote da percentuali di prassi anziché dal computo dell'intervento specifico. Su un edificio con incidenza impiantistica elevata, aliquote costruite su valori medi producono un profilo di pagamenti che si discosta sensibilmente dall'avanzamento reale, e la correzione in corso d'opera richiede un atto formale.
L'appalto misto
Le due forme non sono alternative rigide. È possibile che alcune lavorazioni siano valutate a corpo all'interno di un appalto prevalentemente a misura, o viceversa.
In questo caso la norma richiede una formalizzazione. Le lavorazioni valutate a corpo sono indicate nel provvedimento di approvazione della progettazione esecutiva con puntuale motivazione di carattere tecnico e con l'indicazione dell'importo sommario del loro valore presunto e della relativa incidenza sul valore complessivo assunto a base d'asta.
Il requisito della motivazione tecnica non è formale. Esclude che la scelta della forma a corpo sia usata per aggirare la misurazione su lavorazioni che potrebbero essere misurate, e obbliga a dichiarare il peso della quota forfettizzata.
La ripartizione del rischio
La differenza sostanziale tra le due forme è la collocazione del rischio quantitativo, e da essa derivano comportamenti diversi in gara. Da essa derivano comportamenti diversi in fase di gara.
Nell'appalto a misura l'errore di rilievo si corregge in contabilità e non genera contenzioso sul principio, al più sull'entità delle quantità misurate. L'incertezza sulle quantità si riflette sull'importo finale a carico della stazione appaltante.
Nell'appalto a corpo l'errore di rilievo diventa un tema contrattuale. Una sottostima delle quantità nel computo si traduce in un onere per l'esecutore che non era prezzato nell'offerta, e la strada per recuperarlo passa dalle riserve e dalle richieste di variante. Una sovrastima produce l'effetto opposto e resta a vantaggio dell'esecutore.
Questa asimmetria spiega il diverso atteggiamento delle imprese in fase di offerta: su un appalto a corpo la verifica del computo da parte del concorrente è parte integrante della formulazione del prezzo, e le richieste di chiarimento in gara si concentrano sulle quantità più che sulle prescrizioni tecniche. Su un appalto a corpo la verifica del computo diventa essenziale.
Le implicazioni per chi redige la stima
Tre conseguenze pratiche derivano da quanto precede. Riguardano la redazione, la gara e la contabilizzazione.
La prima è che la forma del corrispettivo va conosciuta prima di completare il computo. Un appalto a corpo richiede un livello di certezza sulle quantità superiore a quello accettabile in un appalto a misura, perché l'errore non è recuperabile in contabilità.
La seconda riguarda la struttura del documento. In previsione di un appalto a corpo la struttura del computo va impostata per parti d'opera identificabili, perché è da quella struttura che si dedurranno le aliquote. Una struttura organizzata solo per categorie di lavoro rende la ripartizione più laboriosa e meno leggibile.
La terza riguarda le voci a corpo interne al computo. In un appalto a misura ogni voce espressa a corpo sottrae una prestazione al meccanismo della misurazione e diventa un punto di attrito quasi garantito in contabilità. Vanno usate con parsimonia e solo dove la lavorazione non è realmente scomponibile in unità omogenee.
Nell'edilizia privata
Nel privato le due forme convivono nella prassi, spesso senza che il contratto le qualifichi esplicitamente, ed è questa l'origine di una parte consistente delle controversie. È questa l'origine di buona parte delle controversie.
Il preventivo dell'impresa costruito su un computo con quantità e prezzi unitari viene inteso dal committente come un importo fisso e dall'impresa come una base da contabilizzare a misura. La qualificazione va quindi scritta, insieme al criterio di contabilizzazione e alla periodicità delle misurazioni. È una clausola di poche righe che previene la contestazione più frequente in assoluto sui cantieri privati.
Nota: i riferimenti normativi richiamati in questa pagina riguardano l'Italia e sono aggiornati alla data di pubblicazione. La disciplina degli appalti pubblici è soggetta a modifiche frequenti: si raccomanda la verifica del testo vigente prima di ogni applicazione operativa.