Il primo passaggio non è un calcolo
Prima di ogni operazione occorre stabilire quale disciplina si applica alla prestazione, perché il doppio regime introdotto dal correttivo governa l'intero procedimento. La qualificazione precede quindi il calcolo e non lo accompagna.
| Prestazione | Disciplina |
|---|---|
| Inerente alla progettazione | Allegato I.13 al codice, sui due livelli progettuali |
| Non inerente alla progettazione | Decreto ministeriale del 2016, in attesa del nuovo provvedimento |
Su un incarico misto le due discipline convivono, e il calcolo si conduce separatamente per ciascuna quota prima di sommare i risultati. Le due quote vanno tenute distinte anche nella documentazione dell'offerta.
I parametri e le loro fonti
| Simbolo | Parametro | Fonte |
|---|---|---|
| V | Valore dell'opera, per categoria e destinazione funzionale | Computo metrico estimativo o quadro economico dell'intervento |
| G | Grado di complessità della categoria d'opera | Tabella delle categorie e dei gradi di complessità |
| Qi | Aliquota del singolo elaborato o prestazione, identificata da un codice | Tabella dell'allegato I.13, per le prestazioni progettuali |
| P | Parametro base, funzione decrescente del valore dell'opera | Formula stabilita dalla disciplina |
| S | Spese e oneri accessori | Percentuale determinata secondo i criteri della disciplina |
Due avvertenze su questa tabella.
La prima riguarda V. Il valore dell'opera si articola per categorie e destinazioni funzionali, e un intervento composito si scompone nelle categorie che lo compongono, ciascuna con il proprio grado di complessità. La scomposizione precede il calcolo e ne condiziona interamente l'esito.
La seconda riguarda Qi. Le aliquote sono associate a codici che identificano singoli elaborati e prestazioni. Il correttivo non ha modificato i valori delle aliquote ma la loro distribuzione tra i livelli progettuali, che sono passati da tre a due.
La sequenza di calcolo
Il procedimento si articola in cinque passaggi, e l'ordine è vincolante. Invertire i passaggi produce un importo diverso.
Primo passaggio. Scomposizione dell'opera per categorie e destinazioni funzionali, con attribuzione a ciascuna del valore V e del grado di complessità G.
Secondo passaggio. Individuazione degli elaborati e delle prestazioni oggetto dell'affidamento, sulla base del livello progettuale di riferimento, e dei codici corrispondenti nella tabella.
Terzo passaggio. Determinazione del parametro base P in funzione del valore dell'opera.
Quarto passaggio. Calcolo del corrispettivo per ciascuna categoria e per ciascun elaborato.
CP = Σ ( V × G × Qi × P )
La sommatoria si estende a tutte le categorie e a tutti i codici degli elaborati effettivamente affidati. Un elaborato richiesto e non computato è una prestazione non remunerata.
Quinto passaggio. Aggiunta delle spese e degli oneri accessori.
C = CP + S
Il risultato è l'importo da porre a base dell'affidamento, sul quale l'operatore formulerà il proprio ribasso. Il ribasso si applica quindi su un importo verificabile.
Il controllo di coerenza
Quattro verifiche precedono utilmente l'utilizzo del risultato. Costano pochi minuti e prevengono gli errori più frequenti.
| Verifica | Domanda |
|---|---|
| Scomposizione | Le categorie individuate corrispondono alla composizione reale dell'intervento |
| Livelli | Gli elaborati sono stati collocati nel livello progettuale corretto secondo la ripartizione vigente |
| Perimetro | I codici inseriti corrispondono agli elaborati effettivamente richiesti, né più né meno |
| Disciplina | Le prestazioni non progettuali sono state calcolate con la disciplina che le governa |
La seconda riga è quella su cui l'errore è oggi più probabile, perché la ripartizione degli elaborati su due livelli anziché tre è recente e l'esperienza maturata sotto il sistema precedente induce collocazioni superate. La verifica va condotta sull'allegato e non sulla memoria.
La terza riga è quella che protegge lo studio. Uno scostamento tra gli elaborati elencati nel disciplinare e i codici remunerati nella base di gara si traduce in prestazioni non retribuite, ed è un elemento da segnalare in sede di chiarimenti prima di offrire.
A cosa serve il calcolo per uno studio
Il procedimento ha due usi distinti e conviene tenerli presenti entrambi. Serve a formulare l'offerta e a controllare la base d'asta.
Il primo è la verifica della base di gara. Poiché le tabelle hanno carattere obbligatorio, il calcolo consente di stabilire se l'importo posto a base sia stato determinato correttamente. È un controllo che si conduce sui documenti e che restituisce un risultato oggettivo.
Il secondo è la costruzione della propria offerta. Conoscere la struttura del corrispettivo consente di individuare quali elaborati pesano di più nel calcolo e di valutare l'impatto economico reale di un ribasso su ciascuna componente della prestazione.
Un'ultima osservazione riguarda il rapporto con il mercato privato. Il quadro tariffario non si applica agli incarichi privati, dove il corrispettivo nasce dall'accordo tra le parti. Molti studi lo utilizzano però come riferimento interno per verificare la sostenibilità di un onorario privato, ed è un uso legittimo purché la natura del riferimento sia dichiarata al committente.
Nota: questa pagina espone un metodo di calcolo in forma parametrica e non contiene valori tariffari, contenuti nelle tabelle allegate al codice e nel decreto ministeriale vigente per le prestazioni non progettuali. I riferimenti riguardano l'Italia e sono aggiornati alla data di pubblicazione: si raccomanda la verifica del testo vigente e dei documenti di gara del singolo affidamento prima di ogni applicazione operativa.