Il contesto normativo
Il codice dei contratti pubblici prevede l'adozione di metodi e strumenti di gestione informativa digitale delle costruzioni per la progettazione e la realizzazione degli interventi che superano una determinata soglia di importo, con decorrenza dal 1 gennaio 2025 per le opere di importo superiore a un milione di euro. Le modalità sono disciplinate dall'allegato dedicato.
A questo si aggiunge il capitolato informativo, introdotto nell'allegato I.7 dal decreto legislativo 209 del 2024. È il documento che definisce i requisiti informativi generali e specifici necessari alla gestione digitale dell'intervento, e quindi il documento che stabilisce con quale livello di dettaglio e di affidabilità le quantità devono essere estraibili dal modello.
Questo secondo punto è quello che interessa direttamente chi redige il computo. Un modello sviluppato senza requisiti informativi espliciti sulle quantità produce un'estrazione formalmente corretta e inutilizzabile.
Cosa il modello restituisce e cosa non restituisce
| Categoria | Estraibile dal modello | Da integrare manualmente |
|---|---|---|
| Strutture | Volumi di calcestruzzo, pesi delle armature ove modellate, superfici di cassero | Casseforme complesse, getti in più fasi, opere provvisionali |
| Involucro e partizioni | Superfici e volumi degli elementi | Trattamento dei contorni, raccordi, elementi non modellati |
| Finiture | Superfici per tipologia | Compensi per lavorazioni su piccole superfici e in altezza |
| Impianti | Sviluppi delle reti, numero di apparecchi e terminali | Staffaggi, attraversamenti, quote convenzionali di rete nei criteri per punto di utilizzo |
| Scavi e movimenti terra | Volumi geometrici | Distinzione tra sezione reale e teorica, allargamenti operativi |
| Oneri di cantiere | Nulla | Ponteggi, protezioni, movimentazioni, oneri della sicurezza |
L'ultima riga è la più importante. Un modello descrive l'opera finita, non il processo che la realizza, e le voci legate al processo restano interamente da costruire. Su un intervento di ristrutturazione la quota di computo non derivabile dal modello può essere consistente.
Il punto critico: la corrispondenza tra oggetti e voci
L'estrazione delle quantità non è il passaggio difficile. Il passaggio difficile è la corrispondenza tra gli oggetti del modello e le voci del prezzario, e la ragione è che i due sistemi classificano la realtà in modo diverso.
Il modello raggruppa per elemento costruttivo. Il prezzario raggruppa per lavorazione. Una parete modellata come oggetto unico corrisponde a più voci di prezzario, dalla muratura all'intonaco su due facce alla tinteggiatura, e ciascuna di queste voci ha un criterio di misurazione proprio.
Qui si colloca il rischio principale. La superficie che il modello restituisce è la superficie geometrica dell'elemento. La quantità che il prezzario richiede può essere quella misurata secondo una convenzione diversa, con detrazioni delle aperture, soglie dimensionali e compensi per la lavorazione dei contorni. Applicare il dato geometrico senza verificare il criterio produce uno scostamento sistematico su tutta la categoria.
Come si governa la differenza
Tre accorgimenti riducono il rischio in modo sostanziale. Riguardano la modellazione, la codifica e la verifica.
Il primo è definire la corrispondenza tra oggetti e voci prima di modellare, non dopo. Se la struttura del modello è pensata per l'estrazione, la corrispondenza diventa una tabella stabile; se è pensata solo per la rappresentazione, ogni estrazione richiede una riconciliazione manuale.
Il secondo è verificare il criterio di misurazione del prezzario per le categorie a maggiore incidenza, e regolare l'estrazione di conseguenza. Le categorie critiche sono sempre le stesse: intonaci e finiture per il tema delle detrazioni, scavi per la sezione di riferimento, impianti per la scelta tra sviluppo e punto di utilizzo.
Il terzo è tenere traccia della provenienza di ogni quantità, distinguendo quelle estratte da quelle integrate manualmente. È l'informazione che serve quando il modello viene aggiornato: le prime si rigenerano, le seconde vanno riviste.
Il legame con la fase esecutiva
Quando gli strumenti di gestione informativa digitale sono utilizzati, il direttore dei lavori assicura la correlazione tra la documentazione contabile e i modelli informativi prodotti o aggiornati nel corso dell'esecuzione. La correlazione va predisposta prima dell'avvio dei lavori.
Ne deriva una richiesta di coerenza strutturale che riguarda chi redige il computo. Se la contabilità si correlerà al modello, la struttura delle voci e la loro corrispondenza con le parti d'opera vanno impostate una volta sola e in modo stabile, perché ogni divergenza tra la struttura del computo e quella della contabilità si paga a ogni stato di avanzamento.
Nota: i riferimenti normativi richiamati in questa pagina riguardano l'Italia e sono aggiornati alla data di pubblicazione. La disciplina degli appalti pubblici è soggetta a modifiche frequenti: si raccomanda la verifica del testo vigente prima di ogni applicazione operativa.