Dove stanno le regole
Ogni prezzario contiene una sezione dedicata ai criteri di misurazione e alle specifiche tecniche. È la parte che stabilisce, per ciascuna categoria di lavoro, con quale unità si misura, cosa il prezzo comprende, quali detrazioni si applicano e quali maggiorazioni sono ammesse.
Questa sezione è sistematicamente la meno letta e la più determinante. Applicare la voce corretta con il criterio di misurazione sbagliato produce un errore che nessun controllo sul totale rivela, perché il computo resta internamente coerente: è la corrispondenza con la realtà del cantiere che si rompe.
La prima regola operativa è quindi metodologica prima che tecnica: prima di misurare una categoria, leggere il criterio che il prezzario adottato le riserva. Il criterio del prezzario prevale sempre sulla convenzione personale.
Le unità di misura e cosa significano
| Unità | Si applica a | Nota di metodo |
|---|---|---|
| Metro lineare | Elementi in cui una dimensione prevale: cordoli, battiscopa, tubazioni, canalizzazioni | Va chiarito se la misura segue l'asse o lo sviluppo esterno |
| Metro quadrato | Superfici: intonaci, pavimenti, rivestimenti, impermeabilizzazioni, ponteggi | L'unità più esposta al tema delle detrazioni |
| Metro cubo | Volumi: scavi, calcestruzzi, murature di spessore rilevante, demolizioni massive | Richiede la definizione della sezione di riferimento |
| Chilogrammo | Elementi metallici: armature, carpenteria, profilati | Dipende dal peso unitario assunto, che va dichiarato |
| Cadauno | Elementi discreti: apparecchi, corpi illuminanti, serramenti, punti di utilizzo | Va definito cosa costituisce un elemento |
| A corpo | Prestazioni non scomponibili in unità omogenee | Da usare con parsimonia. Rende la voce non contabilizzabile per quantità |
La voce a corpo merita un'avvertenza. È comoda in fase di stima e problematica in fase di contabilità, perché sottrae la prestazione al meccanismo della misurazione. Nell'appalto a misura una voce a corpo diventa un punto di attrito quasi garantito.
Vuoto per pieno e detrazioni
La misurazione vuoto per pieno consiste nel misurare una superficie come se le aperture non esistessero, senza detrarle. Non è una scorciatoia: risponde al fatto che la presenza di un'apertura, per alcune lavorazioni, non riduce l'onere in proporzione alla superficie sottratta e talvolta lo aumenta, per la necessità di lavorare le spallette, i cielini e le soglie.
Le regole variano da prezzario a prezzario e da lavorazione a lavorazione, e non esiste una convenzione nazionale unica. In generale i prezzari stabiliscono soglie dimensionali sotto le quali l'apertura non si detrae, e prevedono compensi per la lavorazione dei contorni. Sia le soglie sia il trattamento dei contorni vanno letti nel prezzario adottato: assumerli per memoria o per analogia con un altro listino è uno degli errori più frequenti.
Il principio da tenere fermo è che detrazioni e compensi formano un sistema. Detrarre un'apertura applicando allo stesso tempo il compenso per le spallette previsto per il caso in cui non si detrae significa contare due volte o non contare affatto, secondo i casi.
I criteri per le principali categorie
Scavi. La distinzione che conta è tra sezione reale e sezione teorica di progetto. La misurazione a sezione teorica valorizza il volume geometrico previsto, indipendentemente dagli allargamenti che il cantiere richiede per ragioni operative. Il criterio applicabile e il trattamento delle scarpate, delle sbadacchiature e dei sovrascavi sono definiti dal prezzario.
Murature. Lo spessore determina se la misurazione avviene a superficie o a volume. Vanno chiariti il trattamento degli incroci, delle spallette e degli architravi, e la distinzione tra murature portanti e di tamponamento, che hanno voci distinte.
Calcestruzzi e armature. Il calcestruzzo si misura a volume, l'acciaio a peso. Il peso delle armature deriva dai diametri e dagli sviluppi indicati negli elaborati strutturali, comprese le sovrapposizioni quando il prezzario le include, e va ricavato dai disegni e non stimato per incidenza al metro cubo se non in fase preliminare.
Intonaci e finiture. Sono le categorie in cui il tema delle detrazioni pesa più che altrove, per la frequenza delle aperture e per la rilevanza dei contorni. Va verificato se il prezzario tratta separatamente le superfici curve, quelle inclinate e quelle in altezza.
Impermeabilizzazioni. Vanno definiti il trattamento delle risvolte verticali, le sovrapposizioni tra teli e i raccordi con gli elementi passanti.
Impianti. La misurazione può avvenire per sviluppo delle reti, per punto di utilizzo o per apparecchio, e i tre criteri non sono equivalenti. Il criterio per punto di utilizzo comprende una quota convenzionale di rete a monte, che va identificata per non computarla due volte nella voce di distribuzione.
Demolizioni. La scelta tra volume e superficie dipende dalla natura dell'elemento demolito. Va verificato se il prezzo comprende il carico, il trasporto e lo smaltimento, che spesso costituiscono voci autonome.
Ponteggi. Si misurano di norma sulla superficie di facciata servita, non sullo sviluppo della struttura. Il criterio temporale, cioè il periodo di nolo compreso nel prezzo, è un elemento da verificare sempre.
Un esempio di applicazione
L'effetto pratico della convenzione si vede meglio su un caso. Si consideri una parete interna di 12,40 metri di lunghezza e 2,90 metri di altezza, con due aperture da 1,40 per 1,30 metri, da intonacare su una faccia.
| Ipotesi di criterio | Quantità risultante | Voci aggiuntive |
|---|---|---|
| Detrazione integrale delle aperture | 32,32 m2 | Compenso per lavorazione delle spallette, misurato a metro lineare |
| Misurazione vuoto per pieno | 35,96 m2 | Nessuna. La lavorazione dei contorni è compresa nel prezzo |
Lo scostamento sulla quantità è di circa l'undici per cento, ma il costo finale delle due ipotesi può risultare molto vicino, perché il compenso per le spallette recupera parte della superficie detratta. Il punto non è quindi quale criterio produca il valore più alto, ma che i due criteri non vanno mescolati: applicare la detrazione e omettere il compenso sottostima la lavorazione, applicare il vuoto per pieno e aggiungere il compenso la sovrastima.
Lo stesso ragionamento vale per lo sviluppo delle spallette, che va misurato secondo la convenzione del prezzario: alcuni listini considerano il solo perimetro dell'apertura, altri distinguono le spallette verticali dal cielino e dalla soglia, con voci e prezzi differenti. Alcuni listini considerano il solo intonaco, altri comprendono la finitura.
La verifica dei criteri su un computo ricevuto
Quando si controlla un computo redatto da altri, la verifica dei criteri di misurazione è più efficace se condotta per campione anziché in modo esaustivo. Il campione va scelto sulle categorie a maggiore incidenza.
Il metodo consiste nel selezionare le tre o quattro categorie a maggiore incidenza sul totale, individuare per ciascuna la voce di prezzario applicata, leggere il criterio corrispondente e ricostruire la quantità di una singola misura significativa. Se la ricostruzione torna, il criterio è stato applicato correttamente ed è ragionevole presumere che lo sia anche sulle altre misure della stessa categoria. Se non torna, l'errore è quasi sempre sistematico e riguarda l'intera categoria, non la singola riga.
Le categorie che meritano il controllo prioritario sono quelle in cui la convenzione incide più della geometria: intonaci e finiture per il tema delle detrazioni, scavi per la distinzione tra sezione reale e teorica, impianti per la scelta tra sviluppo e punto di utilizzo, ponteggi per il criterio temporale del nolo. Intonaci, finiture e opere di demolizione ne sono gli esempi tipici.
Perché nessuna regola è universale
I prezzari sono redatti secondo criteri comuni ma restano documenti distinti, e le convenzioni di misurazione riflettono anche prassi costruttive locali. Una regola valida in un prezzario regionale può non valere in un altro, e la stessa lavorazione può essere misurata con unità diverse in due listini.
La conseguenza operativa è duplice. In primo luogo, il prezzario adottato va dichiarato nel computo con l'indicazione dell'edizione, perché senza quel riferimento le quantità non sono interpretabili. In secondo luogo, un computo costruito attingendo a più fonti va verificato voce per voce sui criteri di misurazione, perché la coerenza dei prezzi non implica la coerenza delle convenzioni.
Nota: i criteri di misurazione richiamati in questa pagina hanno carattere generale e non sostituiscono le regole del prezzario adottato, che prevalgono in ogni caso. I riferimenti riguardano l'Italia e sono aggiornati alla data di pubblicazione.