Quando serve
Due situazioni la rendono necessaria, e la seconda è meno evidente della prima. Entrambe portano allo stesso procedimento.
La voce assente è il caso immediato: la lavorazione prevista dal progetto non trova alcuna corrispondenza nel prezzario adottato. La lavorazione prevista dal progetto non trova corrispondenza nel prezzario adottato.
La voce non aderente è il caso più insidioso: esiste una voce dal titolo compatibile, ma la sua descrizione include o esclude prestazioni diverse da quelle previste, oppure presuppone condizioni di esecuzione che non si verificano nel cantiere in questione. Applicarla comunque, adattandola a occhio, produce uno scostamento non tracciabile. Sostituirla con una voce determinata mediante analisi è la scelta corretta anche quando costa più tempo.
Il metodo codificato
L'articolo 31 dell'allegato I.7 al codice dei contratti pubblici definisce il procedimento in tre passaggi successivi, e ne fissa i parametri. I parametri delle due maggiorazioni sono fissati dalla norma stessa.
Il primo passaggio consiste nell'applicare alle quantità stimate di materiali, manodopera, noli e trasporti necessari per la realizzazione delle quantità unitarie di ogni voce i rispettivi prezzi elementari. Questi si desumono, ove esistenti, dai prezzari predisposti dalle regioni e dalle province autonome territorialmente competenti, ovvero da listini ufficiali o dai listini delle locali camere di commercio, oppure, in difetto, dai prezzi correnti di mercato. Il risultato è il costo tecnico della lavorazione.
Il secondo passaggio consiste nell'aggiungere una percentuale variabile tra il 13 e il 17 per cento per spese generali, a seconda dell'importanza, della natura, della durata e delle particolari esigenze dell'intervento. La scelta all'interno della forbice va motivata.
Il terzo passaggio consiste nell'aggiungere una percentuale del 10 per cento per utile dell'esecutore. Questa aliquota non è variabile.
La struttura è quindi rigida nei parametri e discrezionale soltanto nella scelta della percentuale di spese generali dentro la forbice indicata. Quella scelta va motivata: un intervento di lunga durata, in contesto urbano vincolato o con esigenze logistiche particolari giustifica un valore prossimo al limite superiore, un intervento semplice e concentrato nel tempo un valore prossimo al limite inferiore.
Un esempio di calcolo completo
Si consideri una lavorazione non presente nel prezzario, misurata a metro quadrato, per la quale si assumano le seguenti incidenze unitarie. L'esempio percorre i tre passaggi nell'ordine.
| Componente | Quantità per m2 | Prezzo elementare | Importo |
|---|---|---|---|
| Materiale principale | 0,022 m3 | 180,00 | 3,96 |
| Materiale complementare | 1,05 m2 | 4,20 | 4,41 |
| Manodopera specializzata | 0,35 h | 34,00 | 11,90 |
| Manodopera qualificata | 0,20 h | 31,00 | 6,20 |
| Nolo attrezzatura | 0,05 h | 12,00 | 0,60 |
| Trasporto e movimentazione | 1,00 corpo | 0,90 | 0,90 |
| Costo tecnico | 27,97 |
Su questo costo tecnico si applicano le due percentuali, in sequenza e non in somma. La differenza tra i due modi di calcolo è di alcuni punti.
| Passaggio | Base di calcolo | Aliquota | Importo |
|---|---|---|---|
| Costo tecnico | 27,97 | ||
| Spese generali | 27,97 | 15 % | 4,20 |
| Somma parziale | 32,17 | ||
| Utile dell'esecutore | 32,17 | 10 % | 3,22 |
| Prezzo unitario | 35,39 |
L'ordine dei due passaggi non è indifferente. L'utile si calcola sul costo tecnico già maggiorato delle spese generali, non sul solo costo tecnico: applicare le due aliquote separatamente sulla stessa base sottostima il prezzo. I prezzi elementari usati nell'esempio hanno finalità illustrativa e non costituiscono riferimenti di mercato.
Come si costruiscono le incidenze unitarie
Il punto debole di ogni analisi non sono i prezzi elementari, che si desumono da fonti, ma le quantità unitarie di materiale, di ore e di nolo necessarie a produrre un'unità di lavorazione. È il dato che richiede competenza tecnica e che non si trova già confezionato.
Tre fonti sono utilizzabili, in ordine di affidabilità decrescente. La prima ha valore normativo, le altre due valore di prassi.
Le analisi già presenti nei prezzari sono la prima. Molti prezzari regionali pubblicano, insieme all'elenco delle opere compiute, le analisi che le compongono. Una lavorazione simile a quella da analizzare fornisce incidenze coerenti con il metodo e con il contesto territoriale, e va usata come base da adattare anziché come valore da copiare.
Le rilevazioni proprie sono la seconda, e per uno studio strutturato diventano progressivamente la migliore. Il confronto sistematico tra le quantità previste e quelle effettivamente contabilizzate sugli interventi conclusi produce, dopo qualche progetto, un archivio di incidenze verificate sul proprio modo di lavorare e sul proprio bacino di imprese.
Le schede tecniche dei produttori sono la terza, e coprono in modo attendibile i consumi di materiale, mentre non dicono nulla sui tempi di posa. Vanno quindi usate per la componente di fornitura e integrate con altre fonti per la manodopera.
Va invece evitato l'uso di incidenze desunte da fonti prive di riferimento territoriale e temporale. Un tempo di posa rilevato in un contesto costruttivo diverso, o riferito a una tecnologia superata, produce un costo tecnico plausibile in valore assoluto e sbagliato nella struttura, e l'errore resta invisibile fino al confronto con l'offerta dell'impresa.
La documentazione dell'analisi
L'analisi non è un calcolo interno da riassumere in un numero. Va prodotta come elaborato, allegata al progetto e resa leggibile nei suoi componenti, per tre ragioni distinte.
La prima è normativa: l'articolo 31 dell'allegato I.7 accosta all'elenco dei prezzi unitari le eventuali analisi, che diventano quindi parte degli elaborati del progetto esecutivo. Le analisi diventano così parte degli elaborati di progetto.
La seconda è procedurale: in sede di verifica del progetto l'analisi è ciò che rende il prezzo controllabile. Un prezzo non analizzato è un prezzo non verificabile, e la verifica non può che rilevarlo.
La terza è pratica e riguarda la fase esecutiva. Quando in corso d'opera si rende necessario un prezzo non previsto, l'esistenza di analisi già impostate sullo stesso schema rende il confronto con l'impresa un esercizio tecnico anziché una trattativa.
Il rapporto con i costi della manodopera
Qui si colloca una distinzione che genera errori frequenti. Le analisi prezzi utilizzate dalla stazione appaltante per determinare il prezzo a base di gara sono comprensive, oltre che dei costi tecnici, delle spese generali e della percentuale di utile. I costi della manodopera che la stazione appaltante deve quantificare e indicare separatamente negli atti di gara sono invece relativi unicamente a tali costi e non possono ricomprendere alcuna altra voce.
Le due grandezze convivono nello stesso documento e non sono sovrapponibili. La componente di manodopera che entra nell'analisi come costo elementare è quella che alimenta la dichiarazione separata, non il valore che risulta dopo l'applicazione delle aliquote di spese generali e utile. Impostare il file di lavoro in modo che le due letture siano estraibili senza ricalcoli è una scelta che si ripaga in fase di verifica.
Gli errori più frequenti
L'analisi ricostruita a rovescio è il primo e il più diffuso. Consiste nel partire da un prezzo ritenuto plausibile e nel costruire le incidenze in modo da arrivarci. È riconoscibile perché le quantità unitarie risultano arrotondate in modo non tecnico, e in sede di verifica è difficile da difendere.
Le incidenze di manodopera assunte per memoria sono il secondo. I tempi unitari vanno ricavati da rilevazioni, da analisi già presenti nei prezzari o da dati propri, non stimati a sentimento.
L'omissione dei noli e dei trasporti è il terzo, e sottostima sistematicamente le lavorazioni che richiedono attrezzature specifiche o movimentazioni onerose. Le lavorazioni con attrezzature specifiche risultano sistematicamente sottostimate.
L'applicazione delle due aliquote sulla stessa base è il quarto, ed è un errore puramente aritmetico che produce uno scostamento di alcuni punti percentuali su ogni voce analizzata. L'errore è puramente aritmetico e ricorre su ogni voce analizzata.
L'uso dell'analisi per aggirare il prezzario è il quinto e il più grave. Determinare con analisi una voce che il prezzario contiene, per ottenere un valore diverso, è una scelta che non ha copertura normativa e che la verifica del progetto è attrezzata a intercettare.
Nota: i valori usati nell'esempio hanno finalità illustrativa e non costituiscono riferimenti di prezzo. I riferimenti normativi riguardano l'Italia e sono aggiornati alla data di pubblicazione: si raccomanda la verifica del testo vigente prima di ogni applicazione operativa.